Sono a Cape Town per AfricaCom.
AfricaCom e’ una sorta di fiera delle telecomunicazioni dell’Africa. L’affluenza all’evento, considerando che accedervi non e’ poi cosi’ a buon mercato, e’ impressionante: 4.200 delegati.
Seppur non sia l’unico evento / conferenza organizzata in Africa in material di telecomunicazioni, trattasi probabilmente di quella piu’ importante. A testimoniarlo, c’e’ il profilo degli speakers, che e’ di primissimo piano.
Stamattina per esempio, a presentare si sono alternate molti CEO (amministratori delegati).
Tra questi ho notato pero’ una disparita’ sorprendente. Disparita’ nel senso che se alcuni di essi (in particolare il CEO di Zain Asia ) mi hanno colpito per la loro spiccata seniority, visione strategica e abilita’ in fatto di ‘public speaking’, altri mi sono sembrati abbastanza impreparati e sprovveduti.
Probabilmente il tutto conferma, almeno parzialmente, la teoria che nei paesi emergenti il livello professionale in alcune realta’ e’ piuttosto basso.
C’e’ da dire pero’, che la natura delle sfide, che molti dei gestori telefonici africani devono affrontare e’ per certi versi unica.
Per esempio, in Africa la corrente elettrica non e’ disponibile in molte localita’. Larghe fette della popolazione si trovano a vivere in aree non raggiunte dalla rete elettrica. Ragion per cui agli operatori di questo spicchio di mondo si presenta il problema di come alimentare le antenne!? Oggi ho scoperto che molti operatori africani (almeno i piu’ importanti), al fine di tagliare i costi, hanno intrapreso programmi per alimentare le antenne con pannelli solari o eliche eoliche e non piu’ con il gasolio!
Fondamentalmente in Africa , molto di piu’ che in altre parti del mondo, sembrerebbe esserci un problema legato al cash (liquidita’) necessario a finanziare gli investimenti.
In piu’ i governi / autorita’ regolamentari (almeno in alcuni Paesi) sembrano piu’ interessati a fare cassa che a contribuire allo sviluppo del sistema di comunicazioni.
In Africa , se si escluse Sud Africa e Nord Africa, la penetrazione dell’accesso ad Internet fa rabbrividire: 2 persone connesse ogni 100 abitanti!
Insomma la natura delle sfide e’ senza dubbio eccezionale e, a mio avviso, ci sarebbe bisogno di menti appassionate, coraggiose e brillanti per avvicinare il continente nero agli standard del ‘primo’ mondo.



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